RASSEGNA LE SCRITTURE (A cura del M° Maria Pia Sepe)
Ensemble Theia, Conservatorio di Avellino 28 maggio 2026
Programma di sala con note concerto:
- Giorgio Colombo Taccani, Croce di ghiaccio, per flauto, clarinetto, violino, violoncello
- Vittorio Maschile, Ululatis inter silvae, per flauto e clarinetto
- Maria Vittoria Agresti, Frammento [94] per flauto e contrabbasso
- Angelo Pane, Iter sine fine vagans per flauto e violoncello
- Lorenzo Pizza, Correre per clarinetto, violino, violoncello, contrabbasso
- Ivan Fedele, Arcipelago Moebius per clarinetto, violino, violoncello, contrabbasso
Una traccia aperta
Una croce di ghiaccio sulla neve, un ululato nella foresta, un frammento di addio, un viandante senza meta: le immagini che abitano questo programma non si risolvono mai in certezze. Sono tracce, appunto — segni che indicano un passaggio senza fissarne la direzione.
Il programma raccoglie sei brani che esplorano, ciascuno a modo suo, il confine tra movimento e sospensione, tra memoria e trasformazione. Dal nastro di Möbius di Ivan Fedele — figura geometrica in cui inizio e fine si confondono in una continuità paradossale — alla figura protolinguistica (quasi un ur-Geheul) che attraversa il brano di Vittorio Maschile, il concerto si muove in uno spazio in cui il suono non approda verso una destinazione sicura, dando peso più al percorso che all’arrivo.
Accanto a Giorgio Colombo Taccani e Ivan Fedele, voci consolidate della composizione italiana contemporanea, il programma ospita i lavori di Vittorio Maschile, Angelo Pane e Lorenzo Pizza — compositori in formazione presso questo Conservatorio — e di Maria Vittoria Agresti, qui di casa per nascita artistica. Tre conferme e tre prime esecuzioni assolute, tre tracce che si aprono stasera per la prima volta.
Ensemble Theia
Marco Salvio, flauto e direzione
Davide De Feo, clarinetto
Annalaura Tortora, violino
Maria Cristiana Tortora, violoncello
Marco Cuciniello, contrabbasso
Giorgio Colombo Taccani - Croce di ghiaccio (2010)
Scrive l’autore: Nelle notti più gelide sulle distese di neve compaiono piccole croci di ghiaccio. Si vuole che vadano ad indicare i punti in cui la primavera presenterà i suoi germogli.
Il principio melodico sembra emergere in maniera sempre più marcata, sublimandosi col soffio del flauto, in un’ideale fusione con la natura.
Vittorio Maschile – Ululatis inter silvae (2026, prima esecuzione assoluta)
L’ululato come forma di espressione primigenia, un proto-linguaggio rivelatore di uno stato interiore, tra bisogno e memoria: questo il principio generativo che si sviluppa in uno spazio sospeso tra un ideale paesaggio naturale e la dimensione interiore. I due strumenti si avvicinano e si allontanano continuamente, con elementi tematici glissati che del suono naturale dell’ululato hanno ormai solo il ricordo.
Maria Vittora Agresti - Frammento [94] - per flauto e contrabbasso (2025)
Un frammento di addio
La distanza dei registri di flauto e contrabbasso è utilizzata come strumento tensivo, alla ricerca di un terreno comune, come se il suono potesse tendere verso un unico respiro, un’unica voce che resti però sospesa tra presenza e assenza, tra memoria e scomparsa, in costante movimento.
Angelo Pane – Iter sine fine vagans (2026, prima esecuzione assoluta)
La composizione trae ispirazione dalla fragilità dell’orientamento, tanto fisico quanto spirituale. Le due voci strumentali si muovono su piani complementari: il violoncello, attraverso microvariazioni di altezze e timbri col legno, evoca una dimensione più materica, mentre il flauto abita lo spazio dell’interiorità, con una linea melodica eterea e frammentata.
Nel finale, la scrittura quasi onirica, lascia irrisolto il dubbio se la meta sia stata finalmente scorta o rimane una suggestiva illusione.
Lorenzo Pizza – Correre (versione 2026, per clarinetto, violino, violoncello, contrabbasso,
prima esecuzione assoluta)
Il brano si ispira alla percezione di una società in continua corsa contro un tempo visto nella sua freneticità e agitazione. Grande è quindi l’attenzione al parametro ritmico, tramite l’utilizzo di sovrapposizioni e metri dispari, alla continua ricerca di un punto di stabilità.
Ivan Fedele – Arcipelago Moebius (2004)
È lo stesso autore a presentare il riferimento al matematico tedesco Möbius e al famoso anello, una figura apparentemente paradossale costituita da una superficie nella quale è possibile passare da un lato all’altro senza bucarla e senza superare il bordo: simbolo perfetto di continuità ciclica e trasformazione perpetua.
“Ecco perché in tutto il pezzo vi è una tendenza alla ciclicità intesa nella sua accezione più lata. Una ciclicità paradossale, che crea intrecci di figure o di timbri tali che, da un punto di vista percettivo, tendano a sfuggire a una nozione di inizio e di fine, ma si pongano invece in una prospettiva ideale di continuità, colta in istanti precisi ma mai risolta".
L’ensemble
L'ensemble Theia nasce nel 2023 a Salerno da un gruppo musicisti accomunati dalla passione per la musica moderna e contemporanea, un linguaggio che offre nuove risposte a domande che i compositori si sono sempre posti (come forma, tempo, tensione): la proposta culturale intende quindi costruire ponti fra domande, più che dare risposte univoche.
Dal 2024 l’ensemble ha creato una propria rassegna dedicata alla musica d’oggi (Ligatura), e vari progetti per i giovani compositori, come call for scores e workshop di composizione.
Nel 2025 l’ensemble ha inoltre curato il progetto Dentro il suono, inaugurando il palco del teatro di verzura della Villa D’Ayala Valva e realizzando un workshop di composizione con Stefano Gervasoni.
I membri dell’ensemble hanno studiato nei Conservatori di Ginevra, Napoli, Salerno e Strasburgo, perfezionandosi presso l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l'Accademia Stauffer, l'Accademia della Scala, collaborando con direttori e musicisti del calibro di Abbado, Fedele, Filidei, Gervasoni, Oren, Pappano, Muti.

