Io e l’Altro è il punto di arrivo di un percorso di ricerca e sperimentazione avviato da tempo, che trova oggi una sintesi matura e consapevole in un progetto artistico di ampio respiro.

Il titolo non è soltanto evocativo, ma racchiude il nucleo concettuale dell’iniziativa: una riflessione sulla dialettica sana tra l’Io e l’Altro, intesa come confronto, ascolto reciproco, riconoscimento delle differenze e costruzione di un equilibrio possibile. Questo tema prende forma nella realizzazione di due operine, pensate come dispositivi artistici capaci di interrogare lo spettatore e stimolare una riflessione profonda sul rapporto tra identità e alterità, tra individualità e relazione.

Il progetto si inserisce nel solco di una tradizione di ricerca che ha caratterizzato negli anni la produzione del Conservatorio di Avellino “Domenico Cimarosa”, dove la composizione musicale dialoga costantemente con le nuove tecnologie applicate al suono. In questo contesto, la sperimentazione non è mai fine a sé stessa, ma si configura come strumento per ampliare le possibilità espressive e per indagare nuove forme di comunicazione artistica.

Progetti complessi come Io e l’Altro nascono dall’integrazione di molteplici linguaggi: musica, gesto, voce, elettronica e tecnologie sonore si fondono in un unico atto creativo, capace di superare i confini disciplinari tradizionali. Alla base vi è un patrimonio di competenze, di obiettivi formativi e di professionalità che, nel tempo, hanno contribuito a fare del Conservatorio un centro di ricerca e produzione orientato al futuro, sempre pronto a rinnovarsi e a sperimentare.

La sperimentazione, tuttavia, non sacrifica mai l’espressione del contenuto. Al contrario, l’atto primario della creazione resta il messaggio che il compositore intende destinare all’ascoltatore.

In Io e l’Altro, l’innovazione tecnologica e la ricerca sonora si pongono al servizio di una riflessione etica ed estetica: mettere in scena la relazione come spazio vitale di crescita, conflitto e trasformazione, dove l’Io si definisce solo nel confronto con l’Altro.

In questa prospettiva, il progetto non rappresenta soltanto un esito artistico, ma anche un momento di sintesi culturale e formativa: un’esperienza che coniuga ricerca, didattica e produzione, e che riafferma il valore della musica come luogo privilegiato di dialogo, consapevolezza e costruzione condivisa di senso.

La realizzazione delle due opere presso il Teatro Carlo Gesualdo rappresenta la chiara volontà del Conservatorio di disseminare sul territorio un prodotto artistico che costituisce uno dei più alti traguardi della produzione e della ricerca del “Cimarosa”. Portare in scena questo progetto in uno dei luoghi simbolo della vita culturale cittadina significa rafforzare il legame tra istituzione e comunità, restituendo al pubblico il frutto di un lavoro che unisce ricerca, formazione e creazione.

 

M° Maria Gabriella Della Sala

Direttore del Conservatorio «D. Cimarosa» di Avellino

 

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